Quando si diceva che la riforma agricola del 2000 avrebbe stravolto in modo strutturale il mondo agricolo, quando si diceva che i prezzi sarebbe crollati sino a che le aziende non avessero chiuso si era presi per Cassandra ( che predisse il vero, inascoltata). Forse è meglio capire bene cosa stia succedendo perché magari non si tratta di profezie ma di verità.
Nel mondo agricolo ha sempre funzionato la teoria del lamento .
I prezzi erano garantiti dall’intervento politico.
Dare al mondo politico la giusta convinzione che i prezzi fossero sempre troppo bassi e che si faceva la fame è stato tutto sommato facile.
La risposta del mondo politico non è stata sempre puntuale. Ma la strategia funzionava. Bastava andare avanti come prima !
Purtroppo la globalizzazione ha immolato sull’altare del commercio internazionale, gli equilibri agricoli mondiali.
Il livellamento dei prezzi conseguenza della scomparsa dei dazi pone l’Europa nella posizione più scomoda.
Noi abbiamo giocato la carta dei dazi molto alti nella prima politica agricola degli anni 80.
Ha funzionato ma, ci ha messo su un piedistallo rispetto ai prezzi americani.
Adesso, dal  piedistallo il salto è serio.
Al  posto della teoria del lamento si stà instaurando la teoria del mercato.
Teoria molto nota fuori dal mondo agricolo. Sperimentata sulla pelle di migliaia di artigiani e commercianti che hanno chiuso bottega.
Sperimentata sulla pelle di milioni di cittadini che per sostenerla hanno addirittura buttato giù un muro, quello di Berlino.
Per farla breve, cari agricoltori lamentarsi non serve più.
Se il vostro vicino di casa è più bravo di voi a fare latte, carne o cereali, frutta o verdura, non serve lamentarsi, lui continuerà e voi dovrete chiudere.
L’unica difesa, nel mercato libero, è quella  di essere più bravi degli altri.
Quindi !  Rimboccatevi le maniche e sopratutto chiamate  le cose con il loro nome.