Sono Giovanni Robusti. Ho concluso la mia stagione politica al Parlamento Europeo nel luglio scorso.
Sono entrato in politica con la Lega Nord nel 1992.
Ho attraversato da protagonista tutta la stagione della protesta agricola del secolo scorso.
E’ stata una rivoluzione a tratti rumorosa che ha stravolto il modo di essere del mondo rurale.
Per ora mi è costata lo “sputtanamento” giornalistico per imporre un falso principio di legalità e una condanna in 1° grado per aver pagato il latte ai produttori consentendogli di arrivare sin qua.
Un prezzo alto che, tuttavia, nasconde un’opportunità.
Concluso il mandato parlamentare europeo da indipendente e senza una nuova investitura nelle liste elettorali, anche il mio rapporto con le Lega Nord si è chiuso. Senza contraccolpi. Per esaurimento naturale del rapporto.
Forse anche per esaurimento dei contenuti. Non rinnego nulla della mia esperienza politica.
Nel 1998 mi firmavo ex cittadino italiano in calce ad una nota relazione di inchiesta. Lo confermo. Il mio bilancio con il “paese” ho l’ambizione di ritenere sia a mio favore, oggi.
Da libero cittadino e “pensatore” vorrei aprire un dialogo con chi stà dall’altra parte del computer.
L’ho fatto con un libro, “la storia infinita”.
Lo continuo con la rete di internet.
Troverete i miei interventi in video (YouTube) ed anche sul mio sito www.eurotimer.eu.
Io adesso lavoro a Bruxelles da osservatore esterno del Parlamento Europeo.
Sono un tecnico per anni prestato alla politica. Cerco di capitalizzare sul mio lavoro. Vi parlerò di agricoltura, di ambiente di mercato interno ma anche di politica.
Il 2009 è stato un anno di cambiamenti epocali. Uno su tutti, volutamente passato sotto traccia, sarà ricordato nel futuro come o forse di più delle ricorrenze nazionali. Il 01 dicembre 2009 è entrato in vigore il trattato di Lisbona. Finalmente l’Unione Europea è un organo politico.
Ieri Bruxelles era una democrazia apparente e costosa. Oggi resta costosa ma diventa reale.
E’ l’inizio della fine degli Stati nazionali per come li abbiamo conosciuti nel secolo scorso. Poco per volta gli Stati nazionali hanno trasferito all’Europa, la priorità delle leggi, la moneta, i confini, la politica estera, le banche centrali, il mercato alimentare e adesso quello energetico. Continueranno a trasferire potere spinti dalla globalizzazione imposta per mantenerci, almeno a parole, ricchi. In realtà si manterranno sempre più ricchi alcuni e sempre più poveri tutti gli altri ma questa è altra storia.
A forza di trasferire poteri gli Stati nazionali si svuoteranno e prima o poi si scopriranno inutili. Approderemo ad una Unione Europea dove si definiscono le linee generali e Regioni europee che assieme ai Comuni, ai campanili amministrano.
Fantascienza politica ?.
Oggi, secondo mè, no. Forse lo era quando dicevo queste cose 10 anni sostenendo che l’autonomia della Padania sarebbe arrivata da Bruxelles e non da Roma.
Andare ad amministrare a Roma definendola contemporaneamente “ladrona”, a me pare sia molto più simile a complicità che a lotta politica. Venivo preso per pazzo allora, figuriamoci adesso.
Da libero pensatore sostengo che il processo di sgretolamento di Stati sarà più veloce di prima. E, non pensate solo all’Italia.
Provate a fare mente locale alla Scozia, ai paesi Baschi, ai Sassoni e ai Valloni, ai lander tedeschi e via dicendo.
Viviamo su una polveriera politica alla quale manca solo l’innesco per saltare per aria. Energia, inquinamento, occupazione sono potenziali inneschi che solo l’Europa può controllare se prende in mano il detonatore. Diversamente prima o poi qualche pazzo spingerà la leva per piccoli interessi nazionali e farà saltare il sistema. Comunque, si arriverà allo stesso risultato anche se rumorosamente.
Auguri di un Santo e sereno Natale e di un migliore 2010 da un convinto cittadino europeo.
Video Natale 2009
