Archivio per settembre, 2009

La teoria del lamento che non funziona +

Quando si diceva che la riforma agricola del 2000 avrebbe stravolto in modo strutturale il mondo agricolo, quando si diceva che i prezzi sarebbe crollati sino a che le aziende non avessero chiuso si era presi per Cassandra ( che predisse il vero, inascoltata). Forse è meglio capire bene cosa stia succedendo perché magari non si tratta di profezie ma di verità.
Nel mondo agricolo ha sempre funzionato la teoria del lamento .
I prezzi erano garantiti dall’intervento politico.
Dare al mondo politico la giusta convinzione che i prezzi fossero sempre troppo bassi e che si faceva la fame è stato tutto sommato facile.
La risposta del mondo politico non è stata sempre puntuale. Ma la strategia funzionava. Bastava andare avanti come prima !
Purtroppo la globalizzazione ha immolato sull’altare del commercio internazionale, gli equilibri agricoli mondiali.
Il livellamento dei prezzi conseguenza della scomparsa dei dazi pone l’Europa nella posizione più scomoda.
Noi abbiamo giocato la carta dei dazi molto alti nella prima politica agricola degli anni 80.
Ha funzionato ma, ci ha messo su un piedistallo rispetto ai prezzi americani.
Adesso, dal  piedistallo il salto è serio.
Al  posto della teoria del lamento si stà instaurando la teoria del mercato.
Teoria molto nota fuori dal mondo agricolo. Sperimentata sulla pelle di migliaia di artigiani e commercianti che hanno chiuso bottega.
Sperimentata sulla pelle di milioni di cittadini che per sostenerla hanno addirittura buttato giù un muro, quello di Berlino.
Per farla breve, cari agricoltori lamentarsi non serve più.
Se il vostro vicino di casa è più bravo di voi a fare latte, carne o cereali, frutta o verdura, non serve lamentarsi, lui continuerà e voi dovrete chiudere.
L’unica difesa, nel mercato libero, è quella  di essere più bravi degli altri.
Quindi !  Rimboccatevi le maniche e sopratutto chiamate  le cose con il loro nome.

Nussun Commento

01 settembre 2009 – commissione AGRI Parlamento Europeo ore 11.00.

Confronto Commissario europeo/Commissione AGRI del PE.
I due co-legislatori europei.
Sembrava di assistere a due film diversi.
Dagli interventi dei MEP membri della Commissione AGRI non pare si sia colto il messaggio, chiaro e lineare come sempre, lanciato dal Commissario F.Boel.
A me pare di aver capito che la Boel abbia detto, nemmeno tanto velatamente:
Nel 2000 abbiamo tutti assieme deciso di andare verso il libero mercato ;
I soldi dell’Unione servono per gli aiuti diretti ;
Quei soldi non ci sono più per sostenere il prezzo e, non ce ne sono altri.
Gli allevatori devono considerare i soldi dell’aiuto diretto  come una parte del prezzo;
La produzione eccedente non viene  più ritirata né dalla Commissione Europea né dalle quote latte;
Deve agire il mercato.
Non possiamo attivare alcun  piano di abbandono che, non possiamo pagare.

Se il commissario sostiene così chiaramente l’abolizione delle quote qualche mese prima del rinnovo della Commissione Europea, o è ben coperto dei capi di Stato europei o è autolesionista.
Stupisce, sull’altro fronte, che nessuno abbia voluto o potuto dire che, adesso sarebbe molto meglio dire che la PAC, stà dando esattamente i frutti delle scelte fatte.
Nessuno ha voluto, o potuto, dire che l’aiuto diretto è una parte del prezzo. Nessuno ha voluto o potuto dire che il cittadino europeo  non intende  usare dei soldi per far aumentare il prezzo del latte che, compera tutti i giorni.
Forse avrebbero senso i dubbi del Presidente della Commissione del PE Paolo De Castro, che tra le ipotesi di nuova PAC inserisce anche quella che possa non esserci una nuova PAC, dopo il 2014.
Buon lavoro.

Giovanni Robusti

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Nussun Commento