“Che io fossi l’obiettivo di tutta l’azione mediatica costruita sul processo di Saluzzo, che va ricordato è nato da un esposto della Coldiretti, era evidente sin dall’inizio.
Non ci ha impedito di mungere la legge 46, nemmeno la dura legge 119, non ho amanti giovani o datate, non ho vizi occulti, non ho disatteso platealmente nessuno dei comandamenti.
Restava solo l’uso sottile di quel leggero venticello che è la diffamazione. Stante l’abbondante soffiare del venticello, tutto sommato la pena di 1° grado che non ha effetti operativi, è sopportabile. Vedremo l’appello. Una assoluzione piena, oggi, sarebbe stata troppo dirompente. Tra 2 anni forse no. Certo questa condanna, che non ha alcun effetto pratico, mi mette fuori scena.
Era già deciso, vado a lavorare all’estero, spero sino alla pensione. Da là potrebbe essere molto comodo osservare l’evolversi dell’inchiesta Piemonte Latte, che si è arricchita di una ventina di nuovi indagati: I trasportatori che, forse, sono più loquaci degli allevatori coinvolti e di Abrate &C. Manca solo da capire dove sia finito il latte in nero e saperlo … non è poco. Purtroppo altra benzina sulle ceneri di un settore in crisi di mercato e soprattutto di identità politica e sindacale”.
Archivio per luglio, 2009
Che io fossi…..
lug 17
